Filosofia

GreenFarmMovement

GreenFarmMovement è un’organizzazione laica e indipendente che opera per la solidarietà mondiale e che nasce per diffondere la cultura dinamica, cultura della Non Violenza e dell’impegno contro il conflitto e per lo sviluppo della persona, attraverso il principio cardine del “Copensiero”. (continua a leggere...)


GreenFarmMovement è un’organizzazione laica e indipendente che opera per la solidarietà mondiale e che nasce per diffondere la cultura dinamica, cultura della Non Violenza e dell’impegno contro il conflitto e per lo sviluppo della persona,
attraverso il principio cardine del “Copensiero”. La cultura dinamica valorizza il pensiero delle persone, quel “pensiero debole” che si nasce dall’idea che attraverso l’intelletto non si sia in grado di giungere alla conoscenza piena dell’essere delle cose, riconoscendo quindi l’impossibilità di individuare valori oggettivi e validi per tutti gli uomini.
Se è la cultura statica che permette, ma al contempo si limita, a creare quadri di riferimento, la cultura dinamica diventa un elemento di ricchezza e una risorsa per lo sviluppo della persona e della collettività. Cultura dinamica intesa come cultura in movimento, ovvero capace di crescere nel conflitto: un conflitto che si genera tra le affermazioni delle istanze personali e di quelle della collettività, tra la difficile definizione di una identità personale che si deve sovrapporre a quella generata dalla società. Crescere nel conflitto implica negoziare, aprirsi ad una trattativa in cui le identità né si frammentano né si omologano; il superamento di tali conflitti avviene attraverso risoluzioni non-violente, muovendo verso un equilibrio dinamico tra l’ecosistema persona e l’ecosistema società, attraverso la concezione bertiniana dell’estetica.
Per Bertin, infatti, vivere esteticamente significa: “Arricchire l’intelligenza e la sensibilità individuale affinché esse amplino e rendano libera e piena la coscienza individuale. Ma tale ideale [... ] non si realizza, e non si deve realizzare, fuori dell’impegno, al di sopra o contro le condizioni etico spirituali dell’umanità;[...] la personalità tanto più vive quanto più partecipa al mondo umano[...] con la quale essa ha in comune problemi, risorse, difficoltà”.
Negoziare significa instaurare una cultura “win-win”, in cui ogni partecipante alla trattativa trae il massimo vantaggio e il massimo arricchimento, non solo senza penalizzare l’altro, ma facendo sì che anch’egli ne tragga vantaggio. La cultura è impegno sociale della persona, per la società e nella società e l’impegno
delle istituzioni è rivolto per le persone e con le persone.

Il dialogo nella Cultura Dinamica

Il dialogo è ricerca e può essere metaforicamente spiegato come viaggio verso l’altro. Il viaggio diventa così uno strumento di ricerca atto a creare una dimensione, un luogo di discussione.(continua a leggere...)

Paradossalmente, il viaggio può essere un “luogo statico di riflessione”: non è lo spostamento verso una meta che sintetizza il concetto di movimento del viaggiatore, ma è la sua predisposizione mentale, percettiva e sensoriale che lo rende dinamico. È la curiosità che stimola la dinamicità quando siamo in movimento, e il movimento è solamente l’atto finalizzato allo scopo, ma lo scopo non è noto perchè troppe sono le variabili per stabilire un obiettivo. Viaggiare ti focalizza sul processo e non sulla meta. Le variabili, il non conosciuto, ti disorientano per poi trovare un nuovo orientamento; essere straniero ti impone inesorabilmente di liberarti con molta difficoltà delle tue abitudini, del tuo quotidiano, dei tuoi saperi, della tuo linguaggio; ti impone una dimensione di “ascolto sensibile”, ti impone di ascoltarti e scoprire i tuoi limiti e i silenzi. Esplorare richiede coraggio, il coraggio di affrontare le avversità e il variabile, ma soprattutto il coraggio di affrontarti. Viaggiare ti impone l’introspezione, ti chiede di superarti, di sfidarti, ti costringe a stare in un “luogo statico di riflessione” e, se si affronta l’avversità più grande di questa esperienza, ossia se stessi, al ritorno il bagaglio sarà più leggero e il proprio essere monolitico assumerà poliedricità. Il viaggio è un mediatore che apporta incertezza, parametro indispensabile per affrontare il diverso, quindi per un ascolto più empatico, come mediatore tra un visione monolitica a una poliedrica, inclusiva dei punti di vista degli altri. Se viaggiare, dialogare si focalizza sul processo e non sulla meta è indispensabile fermarci sulla preparazione di uno “spazio co-pensato”. I nostri viaggi raccontano storie, ricerche scientifiche ed emozioni, sono spazi in cui il vostro pensiero e quello degli autoctoni entra in contatto. Esperienze che racchiudono tutte le forme di turismo: responsabile, culturale, di massa e avventuroso e che vogliono sfatare o confermare stereotipi e pregiudizi.

Copensiero

ll Co-pensiero è lo strumento principale per promuovere la cultura dinamica. Il viaggio verso l’altro richiede la creazione di spazi di Co-pensiero: spazi in cui ci si pone allo stesso livello dell’altro, in cui l’incontro non è solo fisico ma è compartecipazione delle reciproche emozioni.(continua a leggere...)

ll Co-pensiero è lo strumento principale per promuovere la cultura dinamica. Una cultura in cui le esperienze personali sono valorizzate assieme alla cultura statica. Spazi in cui l’esperienza soggettiva e lo studio scientifico assumono la stessa importanza. Il viaggio verso l’altro richiede la creazione di spazi di Co-pensiero: spazi in cui ci si pone allo stesso livello dell’altro, in cui l’incontro non è solo fisico ma è compartecipazione delle reciproche emozioni, caratterizzato da un ascolto attento e dalla fiducia reciproca. Ciò che ci accomuna è la condivisione della sofferenza con l’altro. Il dolore può essere un fattore repulsivo o attrattivo o un ibrido tra questi. Se do a un’altra cultura lo stesso valore della mia, la rispetterò proprio perchè i suoi valori hanno la stessa importanza dei miei; è invece quando si considera la propria cultura migliore di un’altra che probabilmente si
cercherà di distruggere quest’ultima. È vero che questo dialogo interculturale è una possibilità: non vi è certezza né sugli esiti, né sul dialogo stesso. Ma anche l’affermazione dei diritti umani e il consenso su di essi restano nell’ambito del possibile. Ciò che è necessario è promuovere il dialogo affinché vi sia qualche possibilità di successo. Qualcuno non lo vuole, preferisce lo scontro di civiltà o, quantomeno, ritiene questo l’unica conclusione possibile. Altri invece credono che la convivenza umana sia possibile, e che possa realizzarsi concretamente affrontando le difficoltà e i rischi di relazioni alla pari con altre persone. Reti umane dirette e reti di relazioni sono l’unico modo per proteggere gli esseri umani e le loro comunità dall’oppressione e dalla guerra. Il Co-pensiero può essere definito come uno spazio in cui si pensa insieme, in cui esiste simmetria tra il mio pensiero e quello dell’altro, spazio in cui c’è fiducia e volontà di dialogare, dove si investe a livello emotivo, umano ed economico. Spazio che prevede una possibile progettualità, ma non necessariamente impone soluzioni ed in cui si pone attenzione al processo attraverso cui si raggiunge, se possibile, una meta.
Il Co-pensiero può essere ricondotto al modello interpretativo fondato sulla genealogia di Foucault che, applicata ai saperi storici, permette l’emergere degli avvenimenti, dei saperi e delle strategie di potere generalmente tenute ai margini delle strutture unitarie riconosciute come scientifiche: la genealogia sarebbe l’accoppiamento delle conoscenze erudite e delle memorie locali, un accoppiamento che permette la costruzioni di un sapere storico delle lotte e l’utilizzazione
di questo sapere all’interno delle tattiche attuali. Il Co-pensiero incentiva la nascita di cittadini del mondo con identità transnazionali, attori sociali migranti, ricchi di iniziative e promotori di mutamenti economici, politici, culturali e sociali, attraverso la creazione di “spazi co-pensati” nel mondo della cooperazione internazionale, del turismo dinamico, della ricerca e della formazione. Nel sistema di valori che guidano GreenFramMovement, la solidarietà umana è ricerca-azione. GreenFarmMovement ha coniato il termine Co-pensiero per porre al centro la prassi del “pensare insieme” prima di passare all’azione (coperazione). Il termine Co-pensiero si distingue da quello della Coper-azione appunto per questo motivo. Copensare significa investire nell’altro: GreenFarmMovement realizza progetti che includono investimenti privati di partner locali ed esteri, dotati di senso civico e animati dalla volontà di attenuare le disuguaglianze sociali. Tutti i progetti di Co-pensiero prevedono delle attività commerciali ecosostenibili ed etiche che si ispirano ai principi dell’economia di comunione e offrono servizi a turisti, studenti, volontari e ricercatori.




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Nel sistema di valori che guidano GFM, la solidarietà umana e l’ideale della giustizia sociale sono espressi con il principio cardine Co-pensiero. GreenFarmMovement ha coniato il termine Copensiero per porre al centro la prassi di “pensare insieme” prima di passare all’azione (cooperazione)
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Copensare significa investire nell’altro. GreenFarmMovement realizza progetti che includono investimenti privati di partner locali ed esteri, dotati di senso civico e animati dalla volontà di attenuare le disuguaglianze sociali. Tutti i progetti di Co-pensiero prevedono delle attività commerciali etiche e sostenibili, offrendo servizi a turisti, studenti, volontari e ricercatori.
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GreenFarmMovement ripudia la prassi della benficienza e finanzia i progetti attraverso il bussines sociale mediante i Gruppi di Co-Investimento solidale. Siamo convinti che solo la reale responsabilizzazione economica, sociale e civica delle persone può rendere realizzabile un progetto di copensiero, senza dipendere da donazioni e staff esteri.
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GreenFarmMovement ripartisce i proventi dell’associazione ispirandosi ai principi dell’economia di comunione. L’utile realizzato dalle attività di business sociale é quindi suddiviso in 3 parti: una parte é reinvestita nell’azienda una parte viene utilizzata per la realizzazione di progetti sociali e culturali all’interno delle comunità in cui é presente l’azienda l’ultima parte costituisce il fondo per implementare progetti di Co-pensiero
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Riconosce i bisogni e le aspirazioni delle comunità locali; ne rispetta la cultura, le tradizioni e i costumi; ricerca il dialogo e la collaborazione delle loro organizzazioni (partnership); Ogni progetto viene scelto e discusso e approvato direttamente dalle comunità presenti sul territorio, eliminando così ogni tentativo di importare progetti stranieri non concordati.
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Lo staff di Green Farm Movment é costituito interamente da persone della comunità, mentre il partner estero che collabora con il personale locale é costituito da coordinatori italiani, spagnoli, francesi, inglesi e giapponesi che si occupano di: monitoraggio dei progetti fundraising promozione delle attività turistiche e di formazione
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Promuove attivamente forme di sviluppo finalizzate all’autonomia economica, alla sostenibilità ambientale e al rispetto dei diritti umani.
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Promuove la decrescita felice come modello di sviluppo possibile e più efficace per attenuare le disegualglianze causate dagli aspetti più negativi dalla globalizzazione
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Si impegna a sensibilizzare il pubblico sul debito da stile di vita “due to life style”, che i cittadini dei paesi “sviluppati” hanno nei
confronti dei cittadini dei paesi “sottosviluppati” per mantenere il proprio tenore di vita.
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Promuove l’indice di sviluppo umano come elemento di comparazione tra i paesi e non il prodotto interno lordo.
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Incentiva le forme di coinvestimento (non donazioni) da privati ed aziende, dando massima trasparenza sullo scopo della raccolta e sui risultati raggiunti.
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1. In the value system that inspires GFM, human solidarity and the ideal of social justice find their expression in the main principle of Co-thinking. GreenFarmMovement invented the term “Co-thinking” in order to put the idea of “thinking together” in a central position, before moving into action (cooperation).
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Co-thinking means investing in other people. GreenFarmMovement carries out several projects which combine private investments from both local and foreign partners, who are blessed with public spirits and willing to mitigate social inequalities. Each Co-thinking project is based on sustainable and ethical commercial business and offers many services to tourists, students, volunteers and researchers.
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GreenFarmMovement rejects the praxis of charity and founds its projects through social business, thanks to Ethical Co-Investment Groups. We firmly believe that only by making people truly responsible for their own economic, social and public life they will be able to carry on co-thinking projects, without being forced to depend on foreign donations and teams.
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GreenFarmMovement splits up the profit of the association, according to the Economy of Communion. The profit gained by social business activities is therefore divided into 3 parts: the first part is reinvested in the business; the second part is used to carry out all the social and cultural projects inside the community in which the business operates; the last part sets up a fund to implement Co-thinking projects.
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GreenFarmMovement acknowledges the needs and aspirations of the local communities, respects their culture, traditions and customs and pursues dialogue and collaboration with their organizations (partnership). Each project is selected, discussed and approved directly by the communities who live in the area, therefore avoiding any attempt to import foreign non-pre-arranged projects.
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The staff of GreenFarmMovement is entirely made of people from the community, while the foreign partners who collaborate with the local team include Italian, Spanish, French, English and Japanese coordinators who attend to: projects monitoring, fund-raising, promoting tourism and training activities.
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GreenFarmMovement actively promotes forms of development aiming at economical autonomy, environmental sustainability and respect for human rights.
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GreenFarmMovement promotes sustainable de-growth as a possible and more effective development model to mitigate inequalities resulting from the most negative aspects of globalization.
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10. GreenFarmMovement promotes the Human Development Index as a comparison method between the different countries, avoiding to use Gross Domestic Product for this purpose.
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9. GreenFarmMovement is committed to awaken public opinion to the idea of debt related to the “due to life style” way of thinking that the citizens of the “developed” countries have towards those of the “underdeveloped” countries, in order to keep their standard of living.
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11. GreenFarmMovement encourages forms of co-investment (instead of donations) from private citizens and business, making the purpose of the fund-raising and its related results totally clear.
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