Progetto Senegal


L’idea di partire per il Senegal nasce quando l’amico senegalese Mouhamadou F. Kane ci contatta per sapere se c’è possibilità di lavorare con GreenFarmMovement. Mouhamadou è in Italia da 12 anni, ha sempre lavorato e lottato per mantenere la sua famiglia e per ottenere il tanto desiderato visto. Con la crisi economica che si abbatte sull’Europa, M. perde il suo lavoro da operaio in un’azienda bolognese e da qui matura sempre di più l’idea che ormai è tempo di ritornare a casa dai figli, questa volta per non ripartire più.


GreenFarmMovement da tempo rincorre il sogno di allargare i propri orizzonti in Africa e nelle Americhe e quando questo possibilità diventa concreta con Mouhamadou, tutto si mette in moto per rendere questa una certezza: inaugurare GreenFarmMovement Senegal. Enza Stoia, con l’aiuto di Mouhamadou F. K., organizza il primo viaggio di fattibilità effettuato a luglio 2015. Il viaggio prevede incontri con Università e associazioni locali impegnate nel campo dell’agricoltura, della ricerca sociale e dell’ecologia.


Mbour e Apaf Senegal A Mbour, cittadina a vocazione turistica a sud di Dakar, incontriamo Mansour Ndiaye, direttore esecutivo di APAF SENEGAL. Mansour Ndiaye è un agronomo in pensione che dal 2013 coltiva e pianta alberi fertilizzanti in tutto il Senegal minacciato dalla desertificazione. L’Associazione di cui è direttore esecutivo, l’APAF, nasce in Francia per sostenere le attività di riforestazione in Senegal, Togo e Burkina Faso.


Mansour ci spiega che i terreni in cui coltiva le piantine sono di privati che decidono volontariamente di cederne l’uso ad APAF. Questo protegge le piccole piante che, se coltivate in terreni abbandonati, rischierebbero di essere distrutte da uomini e animali. Le piantine, coltivate in piccoli vivai, sono distribuite gratuitamente nei villaggi aderenti l’iniziativa. In un piccolissimo spazio, circa 6000 piantine aspettano pazientemente di essere messe a dimora nei terreni affamati di 3 villaggi vicini. Mansour ci mostra la precisa geometria di un campo in fertilizzazione (siamo a Sinthiou Nbadane, primo campo ad essere inserito nel programma). C’è un muro verde intorno che protegge il campo, lungo tutto il suo perimentro, dall’attacco di qualsiasi animale (anche serpenti) perchè irto di spine. Gli alberelli di Albizia stipulata invece rallentano la corsa del vento. Il risultato di tanta dedizione è un orto di insalata e peperoncini nel mezzo del deserto e tutto rigorosamente biologico. Ndiaye, con il pieno appoggio di APAF France e GFM accoglierà gli studenti coinvolgendoli nell’opera di rimboschimento e fertilizzazione del Senegal minacciato dalla desertificazione.


Dakar e l’associazione Sunu Natange Gokh A Dakar, nel quartiere Fass Delorme dove è nato il coordinatore di GFM Senegal Mouhamadou Fall Kane, incontriamo i membri di Sunu Natangne Gokh, associazione fondata dagli amici d’infanzia di Mamadou.


ne organizzata dal presidente Hamady Gagnado Ba e Ousmane Ndiaye, Enza Stoia spiega le finalità della collaborazione con GFM esprimendo il desiderio di fondare proprio nel quartiere la sede di GFM Senegal. Fass Delorme inoltre è sede dell’Université Anta Diop di Dakar e la vicinanza alle strutture dell’Università permetterebbe agli studenti italiani di frequentarne i corsi. L’ing. Ousmane Ndiaye ed il presidente Hamady Ba racconta di Fass, dei bambini che abbandonano troppo presto la scuola, del degrado, della sporcizia e dell’abbandono in cui versa il quartiere. Racconta di come l’associazione stia lavorando sulla necessità di creare in un grande spazio all’aperto, attualmente abbandonato ed utilizzato come discarica, un luogo in cui bambini ed adulti si ritrovino a giocare, a parlare, protetti magari dalle fronde degli alberi che qualcuno vorrebbe piantare.


Ognuno racconta di sè e delle tante idee messe in campo per migliorare la vita di tutti, qui a Fass. L’associazione ha anche un membro d’eccezione... Thomas Badiane, ex giocatore della nazionale di calcio del Senegal! S.N.G. sta lavorando sulla bonifica di un canale che attraversa buona parte del quartiere e non servono tante parole per descriverlo...immondizia, acqua stagnante che diventa serbatoio di crescita per le zanzare e tanta tanta bruttezza.


I membri di S.N.G. sono sempre lì con le mani nel fango a pulire, aggiustare, sistemare ma hanno bisogno di giovani studenti pieni di idee per rendere Fass un luogo verde e pulito. L’ing. Ousmane Ndiaye e tutti i membri di Sunu Natange Gokh non vedono l’ora di ospitare gli studenti italiani, coinvolgerli nei programmi e soprattutto condividere con loro idee e progetti!


L’Université Gastòn Berger di Saint Louis du Sènègal Gli ultimi giorni sono dedicati alla Gastòn Berger di Saint Louis, seconda università del Senegal. É una giornata speciale questa, spesa tra le aule e la fattoria dell’Università. Ad aspettarci c’è il Rettore, l’intero corpo docenti, un simpatico dottorando ed il responsabile delle relazioni esterne...l’ accogliente monsieur Moustapha Diallo. L’università ci accoglie con tutti gli onori, organizzando per noi un incontro privato con il magnifico rettore prof Baydallaye KANE e successivamente una riunione con l’intero corpo docenti.


Nel pomeriggio i docenti di agraria Monsieur Diack e Monsieur Diop ci accompagnano in visita alla fattoria dell’Università dove in 30 ettari si producono ortaggi e si fa ricerca. 15 ettari sono riservati al la pratica per gli studenti mentre gli altri 15 sono destinati alla produzioni di ortaggi, direttamente consumati alla mensa universitaria, oppure venduti al pubblico nel mercato contadino interno all’università.


La fattoria coltiva secondo il metodo biologico ed ha in programma di avviare un allevamento ittico di tilapia ( pesci locali) la cui vasca è in costruzione, la produzione di spirulina ( alga dalle molteplici e benefiche proprietà) e addirittura un piccolo caseificio per la produzione di formaggi di capra. Già in funzione è il laboratorio di estrazione di olii essenziali che utilizza le piante aromatiche coltivate nella fattoria.


L’entusiasmo da queste parti è notevole così come è notevole il numero di nuove attività all’interno della fattoria che dovrebbero nel lungo termine permettere all’università di autofinanziarsi completamente grazie alla vendita di tutti i prodotti della fattoria. La collaborazione tra UGB e GFM prevede l’accoglienza degli studenti italiani nellse sue strutture ed il loro coinvolgimenti nei suoi progetti.

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Nel sistema di valori che guidano GFM, la solidarietà umana e l’ideale della giustizia sociale sono espressi con il principio cardine Co-pensiero. GreenFarmMovement ha coniato il termine Copensiero per porre al centro la prassi di “pensare insieme” prima di passare all’azione (cooperazione)
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Copensare significa investire nell’altro. GreenFarmMovement realizza progetti che includono investimenti privati di partner locali ed esteri, dotati di senso civico e animati dalla volontà di attenuare le disuguaglianze sociali. Tutti i progetti di Co-pensiero prevedono delle attività commerciali etiche e sostenibili, offrendo servizi a turisti, studenti, volontari e ricercatori.
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GreenFarmMovement ripudia la prassi della benficienza e finanzia i progetti attraverso il bussines sociale mediante i Gruppi di Co-Investimento solidale. Siamo convinti che solo la reale responsabilizzazione economica, sociale e civica delle persone può rendere realizzabile un progetto di copensiero, senza dipendere da donazioni e staff esteri.
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GreenFarmMovement ripartisce i proventi dell’associazione ispirandosi ai principi dell’economia di comunione. L’utile realizzato dalle attività di business sociale é quindi suddiviso in 3 parti: una parte é reinvestita nell’azienda una parte viene utilizzata per la realizzazione di progetti sociali e culturali all’interno delle comunità in cui é presente l’azienda l’ultima parte costituisce il fondo per implementare progetti di Co-pensiero
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Riconosce i bisogni e le aspirazioni delle comunità locali; ne rispetta la cultura, le tradizioni e i costumi; ricerca il dialogo e la collaborazione delle loro organizzazioni (partnership); Ogni progetto viene scelto e discusso e approvato direttamente dalle comunità presenti sul territorio, eliminando così ogni tentativo di importare progetti stranieri non concordati.
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Lo staff di Green Farm Movment é costituito interamente da persone della comunità, mentre il partner estero che collabora con il personale locale é costituito da coordinatori italiani, spagnoli, francesi, inglesi e giapponesi che si occupano di: monitoraggio dei progetti fundraising promozione delle attività turistiche e di formazione
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Promuove attivamente forme di sviluppo finalizzate all’autonomia economica, alla sostenibilità ambientale e al rispetto dei diritti umani.
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Promuove la decrescita felice come modello di sviluppo possibile e più efficace per attenuare le disegualglianze causate dagli aspetti più negativi dalla globalizzazione
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Si impegna a sensibilizzare il pubblico sul debito da stile di vita “due to life style”, che i cittadini dei paesi “sviluppati” hanno nei
confronti dei cittadini dei paesi “sottosviluppati” per mantenere il proprio tenore di vita.
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Promuove l’indice di sviluppo umano come elemento di comparazione tra i paesi e non il prodotto interno lordo.
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Incentiva le forme di coinvestimento (non donazioni) da privati ed aziende, dando massima trasparenza sullo scopo della raccolta e sui risultati raggiunti.
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1. In the value system that inspires GFM, human solidarity and the ideal of social justice find their expression in the main principle of Co-thinking. GreenFarmMovement invented the term “Co-thinking” in order to put the idea of “thinking together” in a central position, before moving into action (cooperation).
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Co-thinking means investing in other people. GreenFarmMovement carries out several projects which combine private investments from both local and foreign partners, who are blessed with public spirits and willing to mitigate social inequalities. Each Co-thinking project is based on sustainable and ethical commercial business and offers many services to tourists, students, volunteers and researchers.
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GreenFarmMovement rejects the praxis of charity and founds its projects through social business, thanks to Ethical Co-Investment Groups. We firmly believe that only by making people truly responsible for their own economic, social and public life they will be able to carry on co-thinking projects, without being forced to depend on foreign donations and teams.
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GreenFarmMovement splits up the profit of the association, according to the Economy of Communion. The profit gained by social business activities is therefore divided into 3 parts: the first part is reinvested in the business; the second part is used to carry out all the social and cultural projects inside the community in which the business operates; the last part sets up a fund to implement Co-thinking projects.
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GreenFarmMovement acknowledges the needs and aspirations of the local communities, respects their culture, traditions and customs and pursues dialogue and collaboration with their organizations (partnership). Each project is selected, discussed and approved directly by the communities who live in the area, therefore avoiding any attempt to import foreign non-pre-arranged projects.
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The staff of GreenFarmMovement is entirely made of people from the community, while the foreign partners who collaborate with the local team include Italian, Spanish, French, English and Japanese coordinators who attend to: projects monitoring, fund-raising, promoting tourism and training activities.
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GreenFarmMovement actively promotes forms of development aiming at economical autonomy, environmental sustainability and respect for human rights.
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GreenFarmMovement promotes sustainable de-growth as a possible and more effective development model to mitigate inequalities resulting from the most negative aspects of globalization.
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10. GreenFarmMovement promotes the Human Development Index as a comparison method between the different countries, avoiding to use Gross Domestic Product for this purpose.
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9. GreenFarmMovement is committed to awaken public opinion to the idea of debt related to the “due to life style” way of thinking that the citizens of the “developed” countries have towards those of the “underdeveloped” countries, in order to keep their standard of living.
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11. GreenFarmMovement encourages forms of co-investment (instead of donations) from private citizens and business, making the purpose of the fund-raising and its related results totally clear.
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